Il mio Computer: l’enciclopedia che portò il personal computer nelle case italiane
Nel 1984 il personal computer non era ancora un oggetto scontato come lo è oggi. Per molti rappresentava una tecnologia nuova, affascinante e allo stesso tempo difficile da comprendere. Come funzionava un computer? Cosa erano la memoria, il microprocessore, il BASIC? E soprattutto, cosa si poteva realmente fare con una macchina che fino a pochi anni prima sembrava appartenere esclusivamente al mondo della ricerca e delle grandi aziende?
È in questo contesto che arriva nelle edicole italiane “Il mio Computer – Corso pratico di informatica: micro, mini e personal computer”, un’opera pubblicata dall’Istituto Geografico De Agostini a partire dal 1984.
Non una semplice enciclopedia, ma un vero e proprio corso pratico di informatica, pensato per accompagnare il lettore alla scoperta del nuovo mondo dei computer.
96 fascicoli per imparare a conoscere il computer
L’opera veniva pubblicata a fascicoli settimanali e arrivò complessivamente a 96 numeri, successivamente raccolti in 8 eleganti volumi rilegati. L’edizione completa conta circa 1.920 pagine, arricchite da migliaia di fotografie, disegni e schemi tecnici.
La struttura dell’opera rifletteva l’ambizione del progetto: non limitarsi a spiegare cosa fosse un computer, ma fornire al lettore gli strumenti per capirlo, programmarlo e utilizzarlo.
Si parlava quindi di hardware, software, programmazione, linguaggi, sistemi operativi e applicazioni, con un’attenzione particolare ai microcomputer e ai personal computer che in quegli anni stavano conquistando il mercato.
Il computer raccontato in modo semplice
Uno degli aspetti più interessanti di Il mio Computer è proprio l’approccio divulgativo.
Concetti che oggi ci sembrano elementari – bit, byte, memoria, microprocessore, linguaggio macchina – nel 1984 erano tutt’altro che familiari al grande pubblico.
L’enciclopedia cercava quindi di accompagnare il lettore passo dopo passo, trasformando la tecnologia in qualcosa di comprensibile e, soprattutto, utilizzabile.
La pubblicità originale la presentava come un corso che, oltre al BASIC, affrontava anche altri linguaggi e comprendeva sezioni dedicate a hardware, software e applicazioni pratiche dell’informatica.
Un catalogo del mondo informatico degli anni ’80
Per un appassionato di retrocomputing, però, Il mio Computer è interessante anche per un altro motivo.
Le sue pagine rappresentano una vera e propria fotografia del mercato informatico della metà degli anni Ottanta.
Computer, periferiche, accessori e tecnologie che oggi appartengono alla storia vengono presentati come strumenti modernissimi e innovativi. Tra le macchine documentate compaiono sistemi come Commodore, Sinclair, Atari, Apple e BBC, insieme a una grande quantità di periferiche e componenti.
Questo rende l’enciclopedia una preziosa testimonianza non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello commerciale e culturale.
Dall’Inghilterra all’Italia
Un particolare interessante è che Il mio Computer non nacque originariamente in Italia.
L’edizione italiana era infatti l’adattamento e la traduzione di “The Home Computer Course”, pubblicato nel Regno Unito nel 1983 dalla Orbis Publishing Ltd. De Agostini adattò l’opera per il mercato italiano, registrando la testata già nell’ottobre del 1983.
L’iniziativa arrivava quindi in Italia proprio nel momento in cui il fenomeno del personal computer stava esplodendo a livello internazionale.
Un’enciclopedia per una nuova generazione
Forse il valore più importante di Il mio Computer oggi non sta nemmeno nelle informazioni tecniche che contiene, inevitabilmente legate alla tecnologia del suo tempo.
Il suo vero valore storico è quello di documentare il momento in cui l’informatica iniziava a diventare cultura popolare.
Prima di Internet, dei tutorial online e dei video su YouTube, chi voleva imparare a conoscere un computer doveva affidarsi a libri, riviste, manuali e fascicoli specializzati.
Per molti appassionati degli anni Ottanta, pubblicazioni come questa rappresentarono una delle prime occasioni per avvicinarsi concretamente all’informatica.
E non è un caso che, ancora oggi, alcuni appassionati di retrocomputing ricordino Il mio Computer proprio per la qualità delle spiegazioni e per la grande quantità di materiale dedicato alla programmazione e all’hardware.
Un pezzo della storia dell’informatica
Con i suoi otto volumi, le fotografie a colori, gli schemi e le spiegazioni tecniche, Il mio Computer è oggi una testimonianza di un’epoca irripetibile.
Un’epoca in cui acquistare un computer significava spesso entrare in un mondo completamente nuovo e in cui imparare a programmarlo poteva richiedere ore di studio, manuali e – soprattutto – tanta curiosità.
Sfogliare oggi queste pagine significa quindi fare un viaggio indietro nel tempo, quando il futuro dell’informatica era ancora stampato su carta.

