Volete passare un fine settimana diverso dal solito? Recatevi questo sabato nella periferia di Modena per visitare il famoso mercatino dell’usato tecnologico di Marzaglia. E’ un mercatino all’aperto interamente dedicato al materiale retro elettronico. Riconoscerete parecchi oggetti che vi ricordano sicuramente la vostra gioventù: Vecchi videogiochi, computer, radio, dischi e tanto altro ancora.
Era il 1987 quando in Sezione nacque l’idea di realizzare una insolita fiera, riservata ai Radioamatori e organizzata da Radioamatori, come risposta al calo di materiale radioantistico nelle fiere tradizionali, che nel corso degli anni si sono trasformate in fiere di giochi, ferramenta e gadget che nulla hanno a che vedere con gli OM. Edizione dopo edizione questa scelta si è dimostrata vincente ed ora il mercatino conta su numeri veramente importanti alla pari delle grandi manifestazioni europee.
L’appuntamento si tiene il secondo Sabato di Maggio e il secondo Sabato di Settembre di ogni anno, nella verdissima area del Caravan Camping Club di Marzaglia, e si può proprio dire che duri dall’alba al tramonto, rappresentando un vero punto di incontro tra Radioamatori di tutta Europa.
L’ingresso alla manifestazione è completamente gratuito, e comprende numerosi servizi per visitatori, espositori e campeggiatori. Negli anni il Mercatino ha visto incredibili cambiamenti: l’interesse della comunità radiantistica e non solo hanno dato sempre nuovi stimoli e idee, fino a raggiungere gli attuali 5.000mq di esposizione quasi tutti alberati (di cui 300 coperti da tende e dotati di tavoli a disposizione degli espositori) e più di 5.000 visitatori per ogni edizione.
Con ampio parcheggio interno (circa 1500 automobili) ed esterno, servizio bar attivo anche la notte e pasti caldi a pranzo grazie ad un self service con un centinaio di posti, possibilità di pernottamento per camperisti e campeggiatori (fino a 50 posti), servizi igienici e banco prova apparecchiature (con antenne, 220, 125, 12 Volt), “Il Mercatino” si è affermato negli anni come appuntamento imperdibile per appassionati, curiosi ed esperti del settore.
Il mercatino è gestito dalla sezione ARI di Modena con la collaborazione del Caravan Camping Club, grazie all’opera di una trentina di persone tutti volontari. La manifestazione non ha fini di lucro, se non garantire la copertura delle spese sostenute. L’ingresso al pubblico è infatti gratuito e gli espositori contribuiscono alla manifestazione con una modesta cifra.
Gli espositori, rigorosamente privati, propongono materiale rigorosamente attinente la radio in particolare è ammesso tutto ciò che gravita attorno agli ambiti Radioamatoriale, Elettronico, Surplus, Strumentazione, Informatica, Pubblicazioni Tecniche, senza alcun limite di volume espositivo. Data la natura della manifestazione, il materiale non deve quindi essere nuovo.
Naturalmente vista la zona vi consiglio poi di recarvi in un ristorante tipico modenese dove potete provare le migliori specialità emiliane. Sempre nella zona potete trovare numerosi spacci dove è possibile comprare direttamente dal produttore un ottimo Parmigiano Reggiano.
Mercatino di Marzaglia
Presso: Caravan Camping Club Modena, Strada Pomposiana, 305 – 41100 Marzaglia (MO)
Dal campeggio di Marzaglia ai capannoni di Gonzaga: la fine di un’atmosfera irripetibile

Per molti era semplicemente “il mercatino di Marzaglia”. Ma chi ci andava davvero sa che non era soltanto un mercato.
Era un rito.
Una sveglia all’alba. Le strade ancora vuote. La nebbia leggera nelle campagne modenesi. Il profumo dell’erba umida del mattino e quell’ingresso quasi nascosto nel vecchio camping di Marzaglia, dove per anni si è consumato uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di elettronica, radio, informatica vintage e oggetti impossibili da trovare altrove.
Adesso il mercatino cambia casa.
Dal 2026 la nuova sede sarà presso i capannoni della Fiera Millenaria di Gonzaga. Una scelta probabilmente necessaria, più moderna, più organizzata, forse anche più comoda sotto molti aspetti. Ma per chi ha vissuto davvero Marzaglia, il cambiamento lascia inevitabilmente una sensazione difficile da spiegare.
Perché il fascino di quel mercatino non era soltanto negli oggetti.
Era nel luogo.
Il fascino delle campagne di Marzaglia
Chi ci è stato almeno una volta se lo ricorda bene.
I banchi sparsi tra gli alberi. Le cassette piene di componenti elettronici rovistate lentamente con le mani gelate in inverno o sotto il sole già caldo di primavera. Le radio militari appoggiate sull’erba. I computer dimenticati sotto teloni improvvisati. I floppy disk, i trasformatori, le valvole, gli oscilloscopi, le schede ISA, le vecchie tastiere ingiallite dal tempo.
E poi quell’atmosfera unica, quasi sospesa.
Sembrava più una grande esplorazione collettiva che un mercato vero e proprio.
Non c’erano le luci perfette delle fiere moderne. Non c’erano stand patinati o percorsi costruiti. C’era invece il rumore della ghiaia sotto le scarpe, il caffè preso al bar del campeggio, le discussioni infinite tra appassionati davanti a un alimentatore degli anni ’70 o a un Commodore trovato per caso.
Marzaglia aveva qualcosa di profondamente autentico.
Un luogo fuori dal tempo
Forse è proprio questo che rende nostalgico il trasferimento.
Negli anni, il mercatino era diventato una specie di piccolo ecosistema umano.
C’erano i collezionisti storici, quelli che arrivavano con il furgone ancora prima dell’alba. Gli appassionati di radio d’epoca. I nostalgici dell’informatica anni ’80 e ’90. I curiosi. Gli studenti. Chi cercava un componente introvabile e chi invece veniva soltanto per respirare quell’atmosfera.
Per molti non era importante comprare qualcosa.
Era importante esserci.
Camminare lentamente tra i vialetti del camping, osservare tavoli pieni di oggetti sopravvissuti al tempo, incontrare persone con la stessa passione.
Marzaglia era uno di quei posti in cui il passato tecnologico sembrava ancora vivo.
Gonzaga sarà diversa

La Fiera Millenaria di Gonzaga offrirà sicuramente nuovi spazi e una struttura più adatta a gestire l’evento.
Capannoni coperti, maggiore organizzazione, servizi migliori, più ordine.
Ed è giusto così.
Gli eventi cambiano, crescono, si trasformano.
Ma sarà inevitabilmente un’esperienza diversa.
Perché una parte dell’identità del mercatino era legata proprio a quell’ambiente rurale e un po’ improvvisato che lo rendeva speciale. Quel senso di scoperta tra alberi, prati e tavoli montati all’alba aveva qualcosa che difficilmente può essere ricreato all’interno di una struttura fieristica.
Non è una critica.
È semplicemente la consapevolezza che certi luoghi non sono soltanto contenitori: diventano parte integrante della memoria.
La nostalgia delle cose autentiche
Forse la nostalgia nasce proprio da questo.
Dal fatto che Marzaglia apparteneva a un modo di vivere le passioni più lento, più umano e meno costruito.
Si andava per cercare oggetti, certo. Ma anche per perdersi tra storie, conversazioni e ricordi.
In fondo, quel mercatino rappresentava perfettamente il mondo che celebrava: quello della tecnologia del passato.
Imperfetto.
Disordinato.
Analogico.
E proprio per questo pieno di fascino.
Gonzaga aprirà un nuovo capitolo, e probabilmente permetterà all’evento di continuare a crescere.
Ma chi ha passato mattinate intere tra gli alberi del camping di Marzaglia continuerà probabilmente a ricordare quel luogo con una malinconia speciale.
Perché alcuni eventi non sono fatti soltanto di banchi e oggetti.
Sono fatti di atmosfera.
E certe atmosfere, una volta cambiate, non tornano più.


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