Un prototipo della macchina fu presentato alla Fiera di Milano nel 1955 e la macchina completa fu immessa nel mercato l’anno successivo.
Il modello era il “top di gamma” della serie MC-24. Era dotata di un doppio totalizzatore e di una serie di funzionalità aggiuntive.
Fu progettata meccanicamente da Natale Capellaro, mentre la carrozzeria si deve a Marcello Nizzoli, come già successo per i modelli precedenti sia di calcolatrici meccaniche che di macchine da scrivere.
Il modello fu prodotto in circa 150.000 esemplari in un arco di 10 anni, dal 1956 fino al 1966.
Avendo due totalizzatori, la macchina permetteva di eseguire calcoli affiancati, totali parziali e totali generali, ma su un’unica macchina.
Era in grado di svolgere:
- Somme;
- Sottrazioni;
- Moltiplicazioni;
- Moltiplicazioni a catena e a fattore costante;
- Divisioni.
La macchina era dotata, inoltre, di una “memoria” meccanica. La memoria meccanica dinamica, serviva essenzialmente per:
- Immagazzinare un numero e poterlo richiamare in operazioni successive senza reinserirlo da tastiera;
- Per l’esecuzione della moltiplicazione;
- Eseguire moltiplicazioni a catena (calcolo di metrature, cubature, ecc..);
- Memoria di appoggio per la macchina durante il calcolo della divisione.
La capacità della macchina era di 12 cifre per l’impostazione, e di 13 cifre per il totale.
Era azionata da un motore elettrico, che nelle prime versioni era un motore a spazzole, mentre nelle successive si trattava di un motore a induzione, con una velocità di 260 cicli al minuto.
Erano macchine molto complesse; un groviglio di leve, molle, alberi e camme (circa 1500 pezzi in totale in una sola macchina) si muovevano rapidamente per eseguire automaticamente calcoli complessi.




