Quando i supporti di memoria erano di carta.

Le schede perforate rappresentano, in assoluto, uno dei primi supporti di memorizzazione di massa e furono usate fino ai tardi anni '70. La scheda perforata era un cartoncino avente forma rettangolare, la grandezza era quella di una banconota da un dollaro, diviso in 12 righe e 80 colonne. Pensate che ogni scheda poteva memorizzare la bellezza di 0.08 Kilobyte.

Ogni carattere memorizzato occupava una colonna e la registrazione veniva fatta perforando o non perforando le caselle della colonna, quindi attribuendo il valore 1 nel primo caso e il valore 0 nel secondo, in poche parole utilizzando il codice binario.

Una scheda perforata rappresentava quindi un record: Per esempio in un'anagrafe del comune, su ogni singola scheda erano memorizzati i dati di un singolo individuo, quindi l'anagrafe completa del comune era un malloppo abbastanza voluminoso di schede. Immaginate il traffico per rileggere ogni volta tutto l'archivio.

Incontriamo per la prima volta la scheda perforata, nella macchina analitica di Charles Babbage degli anni '40 dell'ottocento, ispirata però dalla scheda utilizzata da Jacquard sul suo telaio automatico del 1700. L'idea è stata poi ripresa da Erman Hollerith per la sua tabulatrice ideata per il censimento americano del 1880. E' dalla società di Hollerith che poi nascerà la IBM.

L'evoluzione della scheda perforata è Il nastro di carta per l'archiviazione di informazioni. Ha origini antiche, tuttavia è ancora l'IBM tra i primi ad utilizzare tale sistema per l'archiviazione di dati e programmi sui propri elaboratori elettronici. il nastro perforato è un sottile nastro di carta (raramente di altri materiali) flessibile utilizzato per memorizzare informazioni codificate attraverso file di fori praticati longitudinalmente in posizioni (piste) ed intervalli regolari.