Macchina da scrivere elettromeccanica programmabile (anni ’50–’60)
La Friden Flexowriter è una macchina da scrivere elettromeccanica programmabile prodotta da Friden, Inc. a partire dagli anni ’50. Originariamente concepita come macchina da scrivere professionale, la Flexowriter divenne uno dei primi dispositivi per input/output programmabile nei sistemi informatici, utilizzata per automazione, telegrafia, stampa di report e perfino programmazione di computer pionieristici.
Gli elementi del progetto risalgono agli anni ’20 e le varianti della macchina furono prodotte fino all’inizio degli anni ’70; le macchine hanno trovato una varietà di usi durante l’evoluzione delle apparecchiature per ufficio nel 20° secolo, tra cui essere tra le prime macchine da scrivere elettriche, dispositivi di input e output di computer, precursori della moderna elaborazione di testi e avere anche ruoli nelle industrie delle macchine utensili e della stampa.
Man mano che l’industria delle apparecchiature di registrazione delle unità (macchine tabulatrici) maturava e diventava l’industria dei computer, i Flexowriter erano comunemente usati come terminali di console per computer. Poiché la codifica dei caratteri ASCII non era ancora stata standardizzata, ogni tipo di computer tendeva a utilizzare il proprio sistema per codificare i caratteri; Le macchine flessografiche potevano essere configurate con numerose codifiche specifiche per il sistema informatico con cui veniva utilizzata la macchina.
Contesto storico
Negli anni ’50–’60 le applicazioni di calcolo aziendale e scientifico richiedevano sistemi capaci di stampare automaticamente dati e gestire programmi ripetitivi. La Flexowriter fu progettata per:
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Elaborare testi automaticamente
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Stampare report e moduli
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Collegarsi a calcolatori elettronici tramite nastro perforato
La macchina combinava la precisione meccanica di una macchina da scrivere standard con controlli elettrici e programmabili, anticipando molti concetti poi diffusi nei terminali computerizzati.
Caratteristiche principali
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Tipo: Macchina da scrivere elettromeccanica programmabile
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Alimentazione: 115/220 V AC
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Supporto di programmazione: Nastro di carta perforata (per input e output)
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Funzionalità:
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Stampa automatica di testi e dati
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Controllo meccanico programmabile per eseguire sequenze ripetitive
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Collegamento a terminali e primi computer a 8 e 16 bit
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Velocità di stampa: circa 10–15 caratteri/sec (dipendente dal modello)
Technical Manual Friden Flexowriter
Varianti e modelli
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Friden Flexowriter 2201 / 2202 / 2203: versioni con supporto a nastro perforato e controllo elettrico migliorato
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Modelli specializzati per uso contabile, telegrafico e scientifico
Funzionamento
La Flexowriter combinava:
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Una tastiera standard con meccanica elettromeccanica robusta
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Un sistema di lettura e scrittura di nastri perforati
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Comandi elettrici per la stampa automatica di dati pre-programmati
Il nastro perforato permetteva di “registrare” sequenze di battute o interi documenti, che la macchina poteva poi riprodurre automaticamente, anticipando i concetti di automazione e scripting nei sistemi informatici.
Applicazioni tipiche
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Produzione automatica di report contabili e statistici
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Programmazione di calcolatori pionieristici
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Elaborazione di testi ripetitivi e modulistica aziendale
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Sistemi telegrafici e data entry
Rilevanza storica
La Friden Flexowriter è considerata un anello di congiunzione tra macchine da scrivere e terminali computerizzati, rappresentando un esempio di:
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Automazione meccanica programmabile
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Interazione uomo-macchina pre-terminali video
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Innovazione nell’uso dei nastri perforati per input/output
Oggi la Flexowriter è un oggetto di collezione raro e molto apprezzato dagli appassionati di storia dell’informatica e delle macchine da scrivere professionali.

