Mario Tchou

1924-1961

Nato a Roma nel 1924, era figlio di Evelyn Waung e del diplomatico Yin Tchou, che lavorava all'interno del Consolato della Cina imperiale presso la Santa Sede. Dopo la maturità classica conseguita al Liceo ginnasio Torquato Tasso di Roma, intraprese gli studi di ingegneria elettrotecnica in Italia, all'Università di Roma, ma li proseguì con una borsa di studio negli Stati Uniti, dove, nel 1947, ottenne il Bachelor of electrical engineering alla Catholic University of America di Washington. Trasferitosi a New York, iniziò a insegnare al Manhattan College mentre, al contempo, si specializzava al Politecnico dell'Università di New York a Brooklyn, dove, nel 1949, ottenne il Master of Science con una tesi dal titolo Ultrasonic Diffraction. Nel 1952, all'età di 28 anni, fu chiamato a insegnare alla Columbia University di New York, nel dipartimento guidato da John R. Ragazzini.

Data la sua conoscenza dell'elettronica, nel 1955 Adriano Olivetti lo portò in azienda, e gli affidò l'incarico di formare un gruppo di lavoro che, in collaborazione con l'Università di Pisa, aveva l'obiettivo di progettare e costruire un calcolatore elettronico tutto italiano, su suggerimento di Enrico Fermi, utilizzando i 150 milioni già stanziati (per un sincrotrone realizzato invece successivamente a Frascati) per la Calcolatrice Elettronica Pisana a valvole. In seguito lavorò al più grande Olivetti Elea, il massimo supercomputer a transistor dell'epoca, costruito in 40 esemplari.