Timeline Computer History

Siete pronti per un fantastico viaggio nel tempo?

Scoprirete le persone, gli eventi, le scoperte che hanno portato alla realizzazione dei primi computers fino alle tecnologie più recenti.

Previsioni e concetti, primo utilizzo e invenzioni, sistemi e processori hardware, sistemi operativi, personaggi, linguaggi di programmazione, e le nuove aree di applicazione sono riportati in questa lunga linea temporale.

Buon viaggio!
1970

IBM 370

 

La IBM annuncia una nuova famiglia di mainframe, gli IBM System/370, un’evoluzione dei sistemi 360.

L’evoluzione dei mainframe (grandi sistemi) IBM continua ininterrotta, fornendo sistemi di elaborazione dati ad aziende di tutto il mondo.

La famiglia dei 370 si distingue per la gestione della memoria virtuale, fatto decisamente inedito.

Per molti anni a venire ci saranno tecnici al di fuori del mondo IBM che denigreranno la bassa capacità di memoria di alcuni sistemi IBM rispetto ad altre marche, non conoscendo le funzioni straordinarie della gestione della memoria virtuale.

Per poter funzionare, un programma, deve essere caricato nella memoria centrale del computer. Se la memoria è troppo poca il programma non gira.

Nei sistemi mainframe e mini IBM il problema è stato risolto con la memoria virtuale, che consente una gestione totalmente automatica di carico/scarico di parti di programma, non richieste in un determinato momento, da disco a memoria centrale.

Un altra funzione molto importante è il virtual storage, che consente di caricare in memoria parti di dati di cui il sistema prevede il prossimo utilizzo. In questo modo la macchina non deve chiedere frequentemente i dati che le servono, perchè questi si trovano già disponibili nella memoria centrale. In sostanza il sistema vede memoria centrale e memorie di massa come un tutt’uno.

1971

Olivetti P602

 

La Olivetti P602 è un computer prodotto dalla Olivetti nel 1971 per sostituire la Programma 101, della quale mantiene l’architettura pur aumentando la memoria e inserendo programmi in ROM.

Il sistema era altamente modulare e da esso deriva la Olivetti P603, fatturatrice.

Caratteristiche:

La P602 adopera 16 registri: 3 operativi, 9 di deposito e 4 di programma. Ogni registro può ospitare 30 cifre o 32 istruzioni. Come sulla Olivetti P652, è supportata l’indirezione.

Presente inoltre una ROM con funzioni matematiche e trigonometriche fondamentali, richiamabili da tastiera e da programma.

Il linguaggio di programmazione non era dissimile da quello della Perottina, ma aggiungeva il trattamento della virgola mobile.

Era inoltre in grado di ricevere e produrre informazioni di input/output alfanumeriche da vari dispositivi.

A differenza della P101, la P602 impiega circuiti integrati. I programmi erano salvabili su cartoline magnetiche.

 

UNIX

 

Unix è un sistema operativo per mainframe. Venne sviluppato nel 1969 da Ken Thompson e altri nei laboratori Bell della società AT&T, prendendo spunto dal progetto Multics.
Alcuni programmatori del progetto Multics, come Ken Thompson e Dennis Ritche, continuarono lo sviluppo del progetto Multics scrivendo in assembly il kernel della prima versione del sistema operativo Unics ( Uniplexed Information and Computing Service ). Successivamente il sistema operativo venne ribattezzato Unix.

Fu realizzato su un minicomputer PDP-7 ma poteva girare anche su altri computer. Unix fu il primo sistema operativo portabile perché poteva funzionare in ambienti diversi. Inizialmente AT&T concesse l’utilizzo del codice sorgente Unix senza pretendere alcuna royalty, con licenza open source, perché reputava il prodotto commercialmente poco interessante. Agli inizi degli anni ’70 la società AT&T stava investendo prevalentemente nel settore delle telecomunicazioni. Inoltre, AT&T si trovava in una posizione dominante ed era sottoposta al vaglio delle leggi antitrust americane. Pertanto, la scelta di distribuire gratuitamente Unix fu soprattutto politica.

La distribuzione gratuita di Unix nelle università
Il sistema operativo Unix si diffuse rapidamente nelle università e nei centri di ricerca. Si innescò un processo di continuo miglioramento del S.O. perché ogni ricercatore poteva modificare il codice sorgente. Negli anni ’70 nacquero molte versioni del sistema Unix. Una delle più importanti è la BSD dell’università di Berkeley in California.

La commercializzazione di Unix
Nel 1984 la società AT&T decise di avviare la commercializzazione del sistema operativo Unix. La settima versione di Unix ( Unix System III ) fu la prima ad essere rilasciata con licenza d’uso commerciale. Nessuno poteva più accedere al codice sorgente. Soltanto l’Università di Berkeley e alcune società furono autorizzate a usare il codice sorgente di Unix. Questa decisione spinse la comunità di programmatori, nata intorno al mondo Unix, a sviluppare altri sistemi operativi ispirati a Unix, dei cloni detti Unix Like. Tra questi cloni merita d’essere citato GNU, il sistema operativo creato da Richard Stallman e rilasciato come software libero con licenza open source, da cui prenderà vita il s.o. Linux. Nel 1993 la AT&T vendette i diritti di Unix alla Novell che lo integrò nella tecnologia Netware nel mercato dei sistemi operativi per server. Tuttavia, in quegli anni si stava affermando il s.o. Microsoft Windows NT e la Novell non riuscì a competere. Nel 1995 i diritti su Unix furono ceduti alla SCO ( Santa Cruz Operation ).

Intel 4004

 

L’Intel 4004 è stato un microprocessore monolitico prodotto e commercializzato dalla Intel.

A metà del 1969 un gruppo di ingegneri dell’azienda giapponese Busicom, fra cui Masatoshi Shima, venne in California a visitare la Intel che allora era una “startup”, cioè un’azienda da poco avviata. Il loro obiettivo era negoziare lo sviluppo di sette circuiti integrati necessari per realizzare il loro progetto di una serie di calcolatrici da tavolo.

Il capo del dipartimento di “Application Research”, Ted Hoff, dopo aver esaminato l’architettura Busicom, inizialmente ripartita su sette chip, di cui 3 erano dedicati a fare la funzione di una CPU specializzata, ebbe l’idea di semplificarla in soli quattro chip, implementando la CPU in un unico chip. La proposta di Hoff consisteva in un’architettura a blocchi ed un set di istruzioni formulate con l’aiuto del suo assistente Stanley Mazor; l’idea fu proposta a Busicom, che accettò e il gruppo rientrò in Giappone nel mese di ottobre del 1969. Ted Hoff a questo punto considerava finito il suo lavoro ed il progetto fu trasferito ad un altro dipartimento, il dipartimento MOS di cui era a capo Les Vadasz. Né Hoff né Mazor dettero ulteriori contributi nelle critiche fasi di design e sviluppo del progetto in quanto non erano progettisti di chip e non avrebbero potuto progettare un chip della complessità del 4004.

Il progetto languì per molti mesi accumulando un grande ritardo rispetto ai tempi pattuiti con la Busicom, finché Federico Faggin, un italiano di Vicenza, fu assunto da Vadasz alla Intel come capo-progetto e designer dei chip agli inizi di aprile del 1970. Faggin preparò una nuova tabella di marcia che richiedeva l’aiuto di un secondo ingegnere per ridurre il ritardo. La Busicom accettò la nuova tempistica e Shima rimase in California per sei mesi ad aiutare Faggin. Shima era un software e logic designer, e non aveva alcuna esperienza di chip design, però aveva molta voglia di imparare ed affiancò Faggin, per sei mesi, collaborando con lui soprattutto nella delicata fase di controllo dei circuiti e della logica. Tornato in Giappone Shima si occupò poi di sviluppare il software per la calcolatrice, il primo prodotto commerciale che usò il 4004. Lavorando con grande accanimento Faggin riuscì a completare il progetto con successo nel tempo record di nove mesi.

Nasce così il primo microprocessore!

 

 

1972

Hewlett Packard HP 35

 

L’HP-35 è stata la prima calcolatrice tascabile Hewlett-Packard e la prima calcolatrice tascabile scientifica al mondo: Una calcolatrice con funzioni trigonometriche ed esponenziali.

Intorno al 1970 il co-fondatore di HP Bill Hewlett sfidò i suoi collaboratori a creare un “HP-9100 tascabile”. All’epoca, le regoli calcolatori erano gli unici dispositivi portatili pratici per eseguire funzioni trigonometriche ed esponenziali, poiché i calcolatori tascabili esistenti potevano eseguire solo addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni. Introdotto a 395 $ (equivalente a 2,414 $ nel 2019), come il primo calcolatore scientifico di HP, il desktop 9100A, utilizzava la Reverse Polish Notation (RPN) piuttosto che quella che veniva chiamata voce “algebrica”. Il “35” nel nome della calcolatrice deriva dal numero di tasti.

L’HP-35 originale fu disponibile dal 1972 al 1975. Nel 2007 HP annunciò il rilascio degli HP 35 “retrò” per commemorare il 35 ° anniversario del lancio dell’HP-35 originale.

La calcolatrice utilizzava una visualizzazione decimale mobile tradizionale per i numeri che potevano essere visualizzati in quel formato, ma passava automaticamente alla notazione scientifica per altri numeri. Il display a LED a quindici cifre era in grado di visualizzare una mantissa di dieci cifre più il suo segno e un punto decimale e un esponente a due cifre più il suo segno. Il display utilizzava una forma unica di multiplexing, illuminando un singolo segmento LED alla volta anziché una singola cifra LED, perché la ricerca HP aveva dimostrato che questo metodo era percepito dall’occhio umano come più luminoso per una potenza equivalente. I diodi a emissione di luce erano relativamente nuovi all’epoca ed erano molto più deboli rispetto ai diodi ad alta efficienza sviluppati nei decenni successivi.

La calcolatrice utilizzava tre batterie NiCd di dimensioni “AA” assemblate in un pacco batterie rimovibile. I pacchi batteria di ricambio non sono più disponibili, lasciando i calcolatori HP-35 esistenti a fare affidamento sull’alimentazione CA. Era disponibile un caricabatterie esterno e la calcolatrice poteva anche funzionare con il caricabatterie, con o senza batterie installate.

Internamente, la calcolatrice era organizzata attorno a un chipset di processore seriale (un bit) realizzato su contratto da Mostek, elaborando numeri a virgola mobile a 56 bit, che rappresentavano numeri BCD a 14 cifre.

Magnavox Odyssey

 

Nel 1951 Ralph H Baer ebbe l’idea di un sistema di videogiochi casalingo e alla fine degli anni ’60 da diversi schemi nacque il primo prototipo. Era soprannominato “Brown Box”, e sarebbe diventato l’Odyissey dopo essere stato lanciato dalla Magnavox. Il design iniziale prevedeva una serie di interruttori che potevano essere accesi e spenti per cambiare il gameplay, replicando giochi come Tennis, Pallavolo o Hockey. Queste sono state successivamente cambiate in diverse cartucce per ogni gioco.

Era parecchio rudimentale, ma innovativo per l’epoca. Utilizzava il televisore di casa, e la grafica a colori, si otteneva sovrapponendo allo schermo della televisione degli acetati colorati.

La console ebbe solo un moderato successo,  e fu con il rilascio dell’Atari’s Pong che si stuzzicò la sensibilità del pubblico, facendo così nascere il nuovo settore dei videogiochi.

Intel 8008

 

L’Intel 8008 fu uno dei primi microprocessori progettati e prodotti da Intel su architettura della Computer Terminal Corporation (CTC). Rilasciato sul mercato nell’aprile del 1972, fu originariamente commissionato dalla CTC (poi Datapoint) per l’uso nel suo terminale programmabile Datapoint 2200 ma, poiché il chip fu consegnato troppo tardi e non soddisfaceva gli obiettivi di prestazioni della CTC, non fu utilizzato nel Datapoint 2200. Un accordo tra Intel e CTC permise ad Intel di vendere il chip ad altri clienti.

Il set di istruzioni dell’8008 e le seguenti CPU CISC prodotte da Intel furono fortemente influenzati dal progetto per la CTC.

Il chip (limitato dai 18 piedini del suo package dual in-line) ha un solo bus a 8 bit e richiedeva molti altri chip di supporto per il suo funzionamento. Per esempio gli indirizzi a 14 bit, che consentono l’accesso a 16 KB di memoria, devono essere memorizzati in un buffer esterno, detto Memory Address Register (MAR). Può accedere a 8 porte di input e 24 di output.

Anche se leggermente più lento in termini di MIPS rispetto al 4004 ed al 4040 (con architettura a 4 bit), il fatto che l’8008 possa elaborare dati 8 bit alla volta gli permetteva di accedere a molta più RAM rendendolo dalle 3 alle 4 volte più veloce dei processori a 4 bit.

Per i controller ed i terminali l’8008 costituiva un componente accettabile, ma era troppo difficile da utilizzare per la maggior parte degli altri scopi. Furono sviluppati alcuni computer basati su questo microprocessore, ma il vero sviluppo si sarebbe avuto con il successivo e molto migliorato Intel 8080.

Burroughs Flat Panel

 

Burroughs annuncia il primo terminale a schermo piatto nella storia del computer. TD700 utilizza la tecnologia di imaging SELF-SCAN, sviluppata da Burroughs un anno fa, per visualizzare il testo su uno schermo sottile e piatto di soli 5,5 pollici di spessore.

La ricerca dello schermo sottile che rimuoverà il tubo a raggi catodici (CRT) è progredita considerevolmente alla fine degli anni ’60, sebbene la tecnologia sia ancora agli inizi e le tecniche consentano la costruzione di dimensioni limitate (una o due s.s. linee) meccanismi di imaging, che sono principalmente collocati in calcolatrici elettroniche.

Burroughs, è stato uno dei principali produttori di computer negli Stati Uniti, è stato uno dei pionieri nello sviluppo di tali tecnologie. Il TD700 è stato il primo dispositivo elettronico a grande schermo basato sulla tecnologia SELF-SCAN sviluppata da Burroughs nei primi anni ’70, per la quale ha ottenuto il brevetto n. 3989981 nel 1976.

Lo schermo Burroughs era composto da tre strati consecutivi, due di vetro ed uno ceramico. Il foglio di ceramica è stato perforato con fori cilindrici di 0,61 mm di diametro. Ogni buco è stato riempito con una miscela di gas nobili e gli elettrodi sono stati posizionati alle sue estremità. Quando è stata applicata una differenza potenziale agli elettrodi, il gas si è ionizzato, emettendo luce rossa.

Nel terminale B700, in particolare, il pannello aveva una dimensione di 23,4 × 9,6 cm. Questa superficie rappresentava 256 caratteri (8 righe di 32 caratteri) che misuravano 8 × 8 punti ciascuno. Ovviamente la risoluzione non era equivalente a uno schermo CRT in grado di visualizzare il testo di 80 colonne, ma i vantaggi di questa tecnologia erano diversi.

Grazie al display SELF-SCAN, il B700 era un terminale molto compatto e leggero. Lo schermo pesava solo 3,4 kg e il suo spessore non superava i 5,5 cm. Questo tipo di display era più economico in termini di consumo energetico e allo stesso tempo più affidabile. Allo stesso tempo, aveva un’immagine molto più stabile e rilassata, con una frequenza di aggiornamento di 80 Hz. Ovviamente, il prezzo era relativamente alto, a causa della novità tecnologica, poiché nell’estate del 1972 un terminale “stupido” (esclusivamente per la visualizzazione dei dati e senza un circuito di elaborazione) Burroughs TD700 costava circa 2.000 $. Il dispositivo non era destinato alla programmazione, ma a luoghi di servizio pubblico, banche, hotel, ecc.

Sinclair Executive

 

Clive Sinclair è il primo (agosto 1972) a portare un calcolatore tascabile – le dimensioni di un pacchetto di sigarette – basato sul GLS 1802 di Texas Instruments, tuttavia erano possibili solo i calcoli di base. Prezzi: costosi ma inferiori rispetto ad altri: 79 sterline inglesi. Il consumo di energia viene confrontato con altri calcolatori estremamente bassi grazie a una tecnica di commutazione intelligente della potenza. Il motivo per cui questa calcolatrice ha un ingombro ridotto.

(Texas Instruments aveva 3 modelli in vendita, il TI2500, il 3000 e il 3500) ma erano ancora molto costosi. Erano presenti tutte le funzioni di base (+ – /: *) e un tasto percentuale. I numeri sono stati visualizzati da un tipo speciale di LED, allo stesso tempo il motivo di un elevato consumo della batteria. Le batterie ricaricabili non esistevano ancora, se non nei laboratori.

 

 

Atari Pong

 

Atari Corporation annuncia Pong, un primo videogioco popolare sia in casa che nei videogiochi. In Pong, i giocatori erano rappresentati da pagaie che potevano spostarsi su e giù per cercare di deviare una palla e impedire che passasse in porta. Nonostante la grafica semplicistica, Pong ha iniziato una mania. Atari, fondato da Nolan Bushnell, vendeva videogiochi e computer su cui giocare.

 

1973

Xerox Alto

 

Lo Xerox Alto è una workstation della Xerox Corporation progettata dalla Xerox PARC e completata nel 1973.

È il risultato di vari anni di ricerca e sviluppo in cui i dirigenti della Xerox Corporation affidarono ad un team di menti dello Xerox PARC libertà massima nel progettare il computer del futuro. Il team di progettisti si ispirò a quanto di più avanzato al tempo era stato concettualizzato, in particolare per quanto riguarda l’interazione umano-computer ma anche relativamente ad altri aspetti, riuscendo perfettamente nell’intento. Molto di quanto implementato nello Xerox Alto è infatti diventato la norma nei computer di oggi facendo assumere a tale computer una rilevanza storica di primaria importanza. Fonte di ispirazione per i progettisti dello Xerox PARC in particolare fu l’oN Line System di Douglas Engelbart.

È ad esempio il primo computer della storia ad utilizzare la metafora della scrivania per la shell del sistema operativo. Con lo Xerox Alto nasce infatti l’interfaccia grafica di tipo WIMP, oggi la norma nella maggior parte dei computer. Ma molte altre furono le innovazioni implementate per la prima volta su un computer, come ad esempio la tecnologia Ethernet.

Non fu mai commercializzato, ma fu comunque messo in produzione per circa un decennio. La metà circa dei duemila esemplari prodotti nel corso degli anni furono utilizzati alla Xerox Corporation, i rimanenti invece regalati alle università e centri di ricerca degli Stati Uniti inseminando in tal modo l’intera industria informatica dei decenni seguenti. Pensando alla concorrenza esasperata di oggi tra le aziende informatiche, una tale scelta può apparire singolare, ma si deve tenere presente che negli anni settanta era abbastanza comune lo spirito collaborativo, nonché patriottico, in un ambito come quello informatico che all’epoca si poteva considerare ancora agli inizi.

 

1974

Zilog Z80

 

Lo Zilog Z80 è un microprocessore ad 8 bit con un design interno della ALU a 4 bit ma capace di operazioni a 8 e 16 bit progettato dalla Zilog di Federico Faggin e commercializzato a partire dal luglio del 1976. Lo Z80, con i suoi derivati e i suoi cloni, è una delle famiglie di CPU più impiegate di tutti i tempi.

È stato largamente utilizzato in numerosi sistemi, negli home computer, nei videogiochi arcade, nelle console, nei sistemi embedded ed anche in quelli militari; con la famiglia di CPU basate sul MOS 6502 ha dominato il mercato dei microcomputer e delle console giochi ad 8 bit di fine anni settanta e quello degli home computer dei primi anni ottanta.

Zilog provò anche a commercializzare delle versioni per minicomputer dell’architettura Z80, lo Z800 e lo Z280, che però non riscossero il successo del loro predecessore: il primo fu abbandonato ancor prima della sua commercializzazione, mentre la complessità ed i bug del secondo ne limitarono la diffusione a vantaggio di altri prodotti, fra cui l’Hitachi HD64180 e lo Zilog Z180.

MITS Altair 8800

 

L’Altair 8800 della MITS è stato presentato ufficialmente dalla rivista Popular Electronics. L’Editore Les Solomon disse al pubblico che il nome era stato ispirato dalla sua figlia di 12 anni, Lauren. “Ha detto perché non lo chiami Altair, ecco dove andrà l’Enterprise stasera.” L’episodio di Star Trek è probabilmente Amok Time, in quanto questo è l’unico di The Original Series che porta l’equipaggio dell’Enterprise ad Altair.

 

 

Una versione più probabile è che l’Altair sarebbe stata originariamente chiamata PE-8 (Popular Electronics 8-bit), ma Les Solomon pensava che questo nome fosse piuttosto noioso, quindi Les, Alexander Burawa (editore associato) e John McVeigh (redattore tecnico) ha deciso che: “È un evento stellare, quindi chiamiamolo come una stella”. McVeigh ha suggerito “Altair”, la dodicesima stella più luminosa del cielo.

Ed Roberts e Bill Yates finirono il primo prototipo nell’ottobre 1974 e lo spedirono a Popular Electronics a New York tramite la Railway Express Agency. Tuttavia, non è mai arrivato a causa di uno sciopero da parte della compagnia di navigazione. Il primo esempio di questa macchina rivoluzionaria è quindi perso nella storia. Solomon aveva già un certo numero di foto della macchina e l’articolo era basato su di esse. Roberts ha dovuto lavorare sulla costruzione di un sostituto. Il computer sulla copertina della rivista è una scatola vuota con solo interruttori e LED sul pannello frontale. Il computer finito Altair aveva un layout del circuito completamente diverso rispetto al prototipo mostrato nella rivista. I numeri del gennaio 1975 apparvero in edicola una settimana prima di Natale del 1974 e il kit era ufficialmente (se non ancora praticamente) disponibile per la vendita.

Per quanto è noto a seguito della perdita del primo Altair 8800, il secondo – seriale 0002 è nelle mani di un collezionista privato in California, ma la terza unità – numero seriale 0003 può essere vista presso il Center For Computing History di Cambridge, Regno Unito.

Olivetti Audit 5

 

Integrazione tra una macchina da scrivere elettrica, una calcolatrice ed un computer. Fu presentata nel 1974. L’A5 ha la struttura di un calcolatore tradizionale da tavolo e raggiunge il ragguardevole peso di 60 Kg. Successivamente ne fu lanciata una nuova versione, con componenti hardware migliori e la scocca di colore bianco, caratteristica che gli fece guadagnare il soprannome di “fantasma dell’A5”. Olivetti aveva a catalogo numerosi programmi che coprivano le più diffuse esigenze contabili ed amministrative, ed era disponibile a personalizzarli sulle singole necessità, infatti questo calcolatore fu utilizzato prevalentemente per l’automazione dei processi di fatturazione e rendicontazione. La testina di stampa ha un meccanismo simile a una pallina da golf, e stampa alla velocità astronomica di 16 caratteri per secondo. Il display, se così si può definire, era formato da 15 luci: rosse e gialle per segnalare stati di errore, le restanti 8 erano a doppia lampadina, ognuna associata ad un bit di un registro, e potevano essere accese o spente dal programma. Servivano, scrivendo alcuni istruzioni di base su un foglietto traslucido inserito sotto la copertura in plastica (stile citofono) per fornire istruzioni operative a chi doveva usare i programmi.

 

 

Questa macchina disponeva di un lettore-scrittore di schede magnetiche, progettato da Pier Giorgio Perotto, col quale era possibile memorizzare il programma ed i dati: ogni scheda consentiva di memorizzare un massimo di 256 byte. Erano presenti due linguaggi di programmazione. Il primo è il BAL (Businnes Assembly Language), una specie di macroassembler, in cui si mischiavano istruzioni a basso livello, con l’uso dei registri diretti e indirizzati, con macroistruzioni di controllo, principalmente della stampante e dell’input: era un linguaggio creato specificatamente per l’uso contabile a cui era destinata la macchina, la presenza di istruzioni di input controllato e di stampa con editing (punti, virgole, segno) nonché delle istruzioni di posizionamento del carrello di stampa erano una bella semplificazione per il programmatore. Il secondo è il LIMO (Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti), un linguaggio di alto livello stile Basic. La A5 era molto diffusa nelle scuole, soprattutto per il calcolo delle buste paga.

 

1975

Il BASIC

 

Paul Allen con il suo amico Bill Gates, ha sviluppato un interprete del linguaggio di programmazione BASIC da utilizzare su Altair 8800.

Fino agli anni sessanta i computer erano ingombranti, estremamente costosi e difficili da programmare. Erano acquistati da industrie, istituti governativi o università. Data la loro scarsa potenza elaborativa, i linguaggi di programmazione erano orientati alla massima efficienza sacrificando la facilità di scrittura del codice e la sua leggibilità. Questi fattori, uniti alla difficoltà di poter accedere ad un computer, relegavano l’uso di queste macchine a poche persone e per particolari compiti.

Nonostante il linguaggio fosse già usato su diversi minicomputer, la sua diffusione era limitata dall’elevato costo dei computer che li rendeva oggetti da professionisti. La situazione cambiò con l’introduzione del primo personal computer della storia, il MITS Altair 8800 all’inizio del 1975: venduto sotto forma di computer da autocostruire, i 439 $ necessari per acquistarlo erano un prezzo alla portata di molti, tanto che ad agosto di quell’anno MITS ne aveva già venduti 5.000.

Fu però con l’introduzione dell’Altair BASIC nel 1975, un interprete che risiedeva in soli 4 kB di memoria scritto da Bill Gates e Paul Allen, che questo linguaggio iniziò a diffondersi in maniera marcata, grazie anche alle numerose copie pirata del software, circa il 90% di quelle in circolazione.

Il CP/M

 

CP/M (Programma di controllo per microcomputer) è un sistema operativo originariamente creato per i microcomputer basati su Intel 8080/85 da Gary Kildall di Digital Research, Inc. Inizialmente limitato al single tasking su processori a 8 bit e non più di 64 kilobyte di memoria, le versioni successive di CP/M hanno aggiunto varianti multiutente e sono state migrate su processori a 16 bit.

La combinazione di computer bus CP/M e S-100 modellati sul MITS Altair era uno dei primi “standard di settore” per i microcomputer, e questa piattaforma di computer è stata ampiamente utilizzata negli affari alla fine degli anni ’70 e alla metà degli anni ’80. Riducendo notevolmente la quantità di programmazione richiesta per installare un’applicazione sul computer di un nuovo produttore, CP/M ha aumentato le dimensioni del mercato sia per l’hardware che per il software

Esisteva anche una versione multiutente del CP/M, l’MP/M (Multi-Programming Monitor Control Program) è una versione multiutente fuori uso del sistema operativo CP/M, creata dallo sviluppatore di Digital Research Tom Rolander nel 1979. Ha consentito a più utenti di connettersi a un singolo computer, ciascuno utilizzando un terminale separato.

L’MP/M era un sistema operativo abbastanza avanzato per la sua era, almeno sui microcomputer. Comprendeva un kernel multitasking con priorità programmata (prima che un tale nome fosse usato, il kernel era indicato come nucleo) con protezione della memoria, input / output simultanei (XIOS) e supporto per lo spooling e l’accodamento. Ha inoltre consentito a ciascun utente di eseguire più programmi e passare da uno all’altro.

Fondazione della Microsoft

 

Il 4 Aprile 1975 viene fondata la Microsoft.

La storia della Microsoft Corporation ha inizio nel 1975, quando Bill Gates e Paul Allen propongono alla Micro Instrumentation and Telemetry Systems (MITS), società che ha sviluppato uno dei primi microcomputer, l’Altair 8800, di utilizzare il linguaggio di programmazione BASIC che secondo Allen e Gates funziona su quella macchina. In effetti la versione del Basic sviluppata da Allen e Gates funziona e nel febbraio dello stesso anno la diedero in licenza alla MITS, dalla quale Paul Allen diventa direttore del software.

Cray 1A

 

Nel 1975 fu annunciato il Cray-1 a 80 MHz. L’eccitazione fu così alta che scoppiò una guerra di offerte per la prima macchina tra Lawrence Livermore National Laboratory e Los Alamos National Laboratory, che alla fine vinse e ricevette il numero di serie 001 nel 1976 per un processo di sei mesi. Il National Center for Atmospher Research (NCAR) è stato il primo cliente ufficiale di Cray Research nel luglio 1977, pagando 8,86 milioni di dollari (7,9 milioni di dollari più 1 milione di dollari per i dischi). La macchina NCAR fu messa fuori servizio nel gennaio 1979.

MOS 6502

 

Il MOS 6502 è un microprocessore a 8 bit presentato da MOS Technology nel settembre del 1975.

Assieme allo Zilog Z80 venne usato in molti prodotti commercializzati tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta, come giochi arcade e console domestiche, personal ed home computer, quali l’Apple II ed il Commodore VIC-20. Venne prodotto su licenza da molte ditte, fra cui Rockwell International e Synertek. Dal MOS 6502 derivano diversi processori, tra cui si annoverano il MOS 6507, usato nella console Atari 2600, il MOS 6509, usato nella linea di computer Commodore CBM, ed il MOS 6510, utilizzato come CPU del Commodore 64.

IMSAI 8080

 

L’IMSAI 8080 è stato un microcomputer commercializzato da IMS Associates, Inc. (successivamente ridenominata in IMSAI Manufacturing Corp.) dal 1975 al 1978. L’IMSAI 8080 era molto simile al famoso MITS Altair 8800, tanto che in molti lo considerano il primo computer clone. Rispetto al suo diretto concorrente riscosse però maggior successo grazie alla migliore cura realizzativa.

Nel 1972 William Millard fondò una società denominata IMS Associates (IMS) che operava nel mercato dei computer. Nel 1973 Millard la trasformò in IMS Associates, Inc..

Nel 1974 ad IMS fu commissionata una workstation per conto della General Motors. Durante lo sviluppo del sistema, Millard ed il suo capo ingegnere Joe Killian arrivarono al punto di dover scegliere il microprocessore da utilizzare. Essi avevano fino ad allora lavorato con l’Intel 4004 ma erano rimasti affascinati dalle potenzialità dall’appena presentato Intel 8080 per cui decisero di scegliere questo processore. Per facilitare lo sviluppo della propria macchina decisero di adottare il bus S-100 che MITS aveva inventato per il suo Altair 8800, un microcomputer messo in commercio all’inizio del 1975 basato anch’esso sull’Intel 8080. Il risultato delle fatiche di Millard e Killian fu l’IMSAI 8080, che sul numero di ottobre del 1975 della rivista Popular Electronics (la stessa che aveva presentato l’Altair 8800 all’inizio dello stesso anno) era pubblicizzato, con 1 kB di RAM, a 439 $ in kit da montare o 621 $ già assemblato.